Oltre a un brano musicale e un navigatore satellitare, comprereste un anello di fidanzamento su Internet? Sembra una domanda retorica e insensata e invece la riposta è, inequivocabilmente: sì.
Uno dei siti di e-commerce mondiali di maggior successo al mondo dopo un decennio di vita è infatti BlueNile.com, il maggior rivenditore di anelli di fidanzamento negli Stati Uniti dopo Tiffany, quotato al Nasdaq e con un fatturato di 62,4 milioni di dollari solo nel primo quarto del 2009 (a dire la verità in calo dell’ 11% sul primo quarto del 2008, ma la crisi si fa sentire per tutti, no?). BlueNile sfata una percezione comune, e cioè che l’e-commerce riguardi solo beni di largo consumo di scarso valore economico: è difficile infatti immaginare un prodotto più di lusso del diamante. E lo fa mostrando che i diamanti sono commodities.
La dot.com di Seattle specialista in diamanti è oggi presente anche in Europa (Inghilterra) e in Asia (Singapore e Giappone) con un modello di business chiaro e pulito. Blue Nile si occupa solo di diamanti e lo fa al top.
I diamanti e gli anelli di fidanzamento sono prodotti ad alta intensità di informazione, proprio quella che è difficile trovare dai retailer tradizionali, i gioiellieri che sono conosciuti per i forti mark-up sui prodotti e per l’opacità dell’offerta. Quasi sempre dal gioielliere si sceglie l’anello e solo alla fine si ottiene qualche informazione sulle caratteristiche del brillante che si è acquistato. BlueNile ha rovesciato il processo, portando chiarezza e competitività in un acquisto che può essere percepito come molto confuso e poco trasparente, con un immenso range di prezzi, tipologie di prodotti e poca educazione di base su uno degli acquisti più costosi che un uomo affronta nella sua vita. Sì, perché i maggiori acquirenti sono uomini, ovviamente…..
Il sito fornisce chiaramente tutte le informazioni quantificabili sul prodotto diamante, dalle caratteristiche del taglio alla purezza, dalla caratura alle dimensioni e luminosità, fino ai dettagli più tecnici che distinguono una pietra dall’altra, con chiarezza e precisione in linguaggio comprensibile (trasformando anche i carati in millimetri, un’unità di grandezza che anche i profani possono comprendere). Educato il cliente, la selezione della pietra ideale avviene attraverso un precorso facile, divertente e ben strutturato che consente a chiunque di capire cosa sta comprando e di vedere in anteprima il certificato internazionale del GIA di ogni pietra. Il sito consente la ricerca usando il criterio che è più importante per l’acquirente e confrontando simultaneamente i diamanti selezionati come possibili per l’acquisto, anche di forme diverse tra loro.
A questo si deve aggiungere che, saltando gli intermediari della catena di distribuzione, mantenendo basso l’investimento in inventario, e non avendo negozi fisici, BlueNile può vendere i suoi diamanti a circa il 35% in meno di diamanti con caratteristiche uguali acquistati dai gioiellieri tradizionali.
Si sceglie tra un insieme di oltre 60 mila pietre di cui BlueNile ha l’esclusiva sulla vendita online; e nel momento in cui un ordine è ricevuto, l’azienda compra effettivamente la pietra da un tagliatore di New York o di Anversa che lo spedisce in nottata al quartier generale in America, in Europa o in Asia dove la pietra viene montata sull’anello (o gli orecchini, o il bracciale ecc.) prescelto e spedita all’acquirente in tre giorni lavorativi con un corriere gratuito e super assicurato. E il tutto si può restituire entro 30 giorni dall’acquisto.
Blue Nile usa la tecnologia per lavorare a stretto contatto coi suoi fornitori, con i quali condivide con assoluta trasparenza dettagliati dati di vendita che aiutano i tagliatori a procurare le pietre più richieste. Naturalmente i loro margini sono più contenuti che con i retailer tradizionali, ma con questa azienda fanno girare le loro scorte due o tre volte più velocemente.
La lezione che si può trarre dal successo di Blue Nile è simile a quella emersa dalla ricerca del CFMT sulle aziende innovative che usano le ICT per innovare settori tradizionali *: estrema specializzazione, trasparenza nel rapporto con il mercato, internazionalizzazione veloce, imprenditorialità aperta e senza pregiudizi verso la tecnologia, servizio impeccabile, affidabile e competitivo, reputazione di alta qualità e bassi costi di struttura sono le chiavi del successo.
* Prandstraller, F., Rullani, E. (2009), Creatività in rete. L’uso strategico delle ICT per la nuova economia dei servizi, Milano, Franco Angeli
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