Capitani coraggiosi



Capitani coraggiosi: così potrebbero essere definiti i manager di oggi.

Di fatto, la situazione odierna non chiede ma impone di avere coraggio. Il coraggio dell’esplorazione, il coraggio del ripensarsi, il coraggio di immaginare il nuovo e di innovare per crearlo.

In Italia siamo sempre stati bravi a farlo. E lo siamo stati ancora di più nei periodi di crisi: il Rinascimento è figlio di un Medioevo rispetto al quale si è posto tra continuità e antitesi.

Più recentemente il boom degli anni ’60 è stata la coraggiosa risposta ad un dopoguerra difficile e denso di incognite.

Perché anche questa discontinuità che stiamo vivendo non deve essere il prodromo ad una nuova modernità di cui le nostre imprese si fanno interpreti attive?

Forse non ci crediamo più, forse decenni di crescita ci hanno un po’ assopito, forse la globalizzazione ci ha ampliato la prospettiva ma tolto qualche punto di riferimento, forse abbiamo solo paura.

Unica avvertenza: bisogna stare attenti all’immobilità e alla chiusura, meccanismi di difesa tanto automatici in condizioni di crisi quanto pericolosi. Non è così che si può pensare di uscirne.

Da più parti provengono spunti e stimoli che ci possono aiutare. Non a caso il 2009 è stato promosso dall’Unione Europea come  l’Anno della Creatività e Innovazione. I numerosi eventi e manifestazioni che si stanno succedendo nei vari paesi europei attestano il desiderio di sostenere  la creatività e il coraggio di provare a immaginare un nuovo mondo, titolo dato anche ad un concorso fotografico lanciato in Giugno, che rappresenta una delle iniziative più importanti dell’Anno.

Anche sul fronte delle aziende c’è chi si interroga e interroga gli altri sul tema del coraggio: il progetto “We Brave” di Logotel così come l’iniziativa di CFMT “Executive Forum” che ha dedicato proprio alla paura e al coraggio nella vita dell’impresa uno degli ultimi incontri.   

Certo, bisogna anche accettare di sbagliare o di capitalizzare sugli sbagli del passato: può valere benissimo anche per il momento odierno l’affermazione di Chris Argyris  apparsa in un suo famoso articolo pubblicato su Harvard Business Review nel 1991:  “Because many professionals are almost always successful at what they do, they rarely experience failure. And because they have rarely failed, they have never learned how to learn from failure.”

Forse avere coraggio oggi significa anche darsi il permesso di sbagliare.

Molte sono le storie di capitani, manager o imprenditori, che sono stati e sono coraggiosi: alcune le conosciamo, la maggior parte no (purtroppo). Sarebbe bello che questi hidden champions raccontassero la loro esperienza in questo blog per condividerla e valorizzarla.

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