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TERZIARIO FUTURO
2010-2012



TERZIARIO FUTURO 2010-2012 - la quinta edizione dell’Osservatorio previsionale avviato nel 2000 dal Cfmt in collaborazione con S3.Studium, che verrà presentata l’11 febbraio 2010 a Milano – focalizza l’attenzione su una decina di questioni riguardanti i possibili sbocchi dell’attuale crisi economica e le opportunità di rilancio che si profilano per l’economia terziaria. Come evolverà, nel prossimo triennio, l’economia italiana, con particolare attenzione al settore dei servizi? Quali comparti del terziario usciranno più rapidamente dal periodo recessivo? Quali cambiamenti nella struttura della nostra economia verranno stimolati dalla crisi? Terziario Futuro cerca di indagare alcune delle direttrici lungo le quali potrebbe muoversi la nostra economia dei servizi nei prossimi anni. Ad esempio indirizzando l’attenzione sulla qualità imprenditoriale del terziario, intesa come asset economico, per superare la logica individualista attuale e puntare su collaborazione, partnership e networking.
Allora Terziario Futuro si chiede: come evolveranno l’imprenditorialità e la capacità innovativa nel settore dei servizi? Quali settori (o nicchie) del nostro terziario saranno capaci nei prossimi anni di proporsi all’estero con successo analogo a quello dei “campioni” della nostra industria? Quali modelli di business si affermeranno?
Un’altra tematica centrale è quella della propensione delle imprese terziarie italiane a cooperare, a “fare rete”, a valorizzare le sinergie – ancora una volta, specie sul terreno dell’innovazione – mantenendo la propria indipendenza. Nel corso dell’Executive Forum Cfmt del luglio 2009, Thomas Bialas (Nemo Future Exploration Lab) suggeriva che la creatività è libertà, una libera individualità collettiva. L’uomo deve essere libero da tutto e quindi anche dal suo ego; bisogna, in questo contesto, creare una nuova economia che passi dall’IO al NOI. La Weconomy, un’economia basata sul concetto di libertà e del NOI, la ecoNOImia. Bisogna, quindi, ragionare in termini di noi, aprirsi, mettere in comune e creare meccanismi di destrutturazione del mercato che possano generare nuovi business. La ricerca previsionale approfondisce il tema della cooperazione imprenditoriale legandolo a quello della maturazione dell’uso aziendale del web 2.0.
Internet, dopo aver rivoluzionato la comunicazione e i processi organizzativi, sta infatti impattando con forza crescente il rapporto fra le aziende e i loro stakeholder esterni. Le possibilità offerte all’interazione dal web 2.0 sono enormi. E non sono solo “a due vie”, ma multipolari: potenzialmente sullo stesso piano, possono confrontarsi, assieme al cliente e all’impresa, le associazioni di consumatori e quelle imprenditoriali, i partner e i concorrenti, i gruppi di acquisto e i professionisti free lance, le start up e il sistema finanziario, i fornitori e i movimenti di contestazione. In sostanza, l’interattività – che trova una potente leva nel web, ma in esso non si esaurisce – pone con forza all’impresa la sfida della collaborazione, del confronto, di un’innovazione nelle proprie strategie stimolata da una forte permeabilità all’ambiente. Quali fenomeni si verificheranno su questo terreno fra il 2010 e il 2012? Quali implicazioni avrà sul terreno della concorrenza e su quello della collaborazione interorganizzativa? Quali saranno le conseguenze, in particolare, per le imprese del terziario italiano? Questo e altro lo scopriremo l’11 febbraio alla presentazione di Terziario Futuro 2010-2012. Un motivo in più per non mancare!

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