Un mosaico di terziari



“2,9 milioni di imprese (il 55,4% delle aziende complessive), 15,5 milioni di occupati (il 66,5% del totale), il 71% del valore aggiunto prodotto (mille miliardi di euro): questi sono i numeri dell’economia terziaria italiana” (www.censis.it).

 Da una ricerca condotta dal Censis (Il terziario è un’industria?), emerge la centralità dei servizi per lo sviluppo dell’economia italiana.

 Con i suoi 15,5 milioni di lavoratori, il terziario costituisce il principale bacino di impiego del Paese: un aggregato articolato ed estremamente differenziato, all’interno del quale convivono le più diverse figure professionali. Negli ultimi quindici anni, a fronte di una riduzione dell’occupazione nell’agricoltura (-468 mila posti di lavoro) e nell’industria (-72 mila), il terziario ha aumentato la propria base occupazionale di oltre 3 milioni di lavoratori (+24,2%), facendo innalzare il tasso di «terziarizzazione» del lavoro dal 60,3% al 66,5%.

 Nella ricerca si segnala inoltre come non sia più possibile parlare di un unico terziario ma di un mosaico di terziari, ognuno dei quali genera un diverso valore e un diverso contributo alla produttività. 

Il 50% del valore aggiunto nazionale è riferibile ai servizi privati di mercato (dal commercio al turismo, dai trasporti ai servizi finanziari, alle attività professionali), il 21% al sistema pubblico e ai servizi alla persona. Il maggiore contributo viene da due comparti: la distribuzione commerciale (14,9%) e i servizi immobiliari (13,7%)  

Il contributo alla produttività è molto più alto  nel privato (70.960 euro per addetto) che nel pubblico (41.187 euro). 

Quali prospettive allora per il futuro del terziario?  

Nel rapporto di ricerca viene indicato che  nell’ultimo quinquennio, dei 944 mila occupati in più nei servizi, 233 mila sono personale non qualificato, mentre le figure molto specializzate aumentano solo di 79 mila unità. 

Un maggior supporto alla creazione di profili qualificati potrebbe accrescere ulteriormente il contributo del terziario allo sviluppo economico del Paese?

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